Lo storico Hotel Cavallino Bianco ha aperto anche alle famiglie gay

Offrire il miglior servizio affinché le vacanze con tutta la famiglia, bambini al seguito, passino nel miglior modo possibile, immersi nei paesaggi da favola delle Dolomiti , è questa la missione del Cavallino Bianco, hotel per famiglie (o Kinderhotel, alla tedesca) sito nel comune di Ortisei, in pro-vincia di Bolzano. E qui famiglia è da intendersi in senso lato: non soltanto infatti le loro porte sono aperte alle coppie uomo-donna, ma il Cavallino è orgoglioso di offrire la medesima ospitalità a chi-unque, comprese quindi le famiglie composte da due genitori dello stesso sesso con i loro pargoli, ma anche famiglie monogenitoriali, allargate, ecc. Sì, perché, secondo quando ritenuto dallo stesso albergo, specializzato nel prendersi cura di famiglie con bambini in vacanza, tutti i genitori hanno il diritto di rilassarsi in vacanza ed essere trattati allo stesso modo, e non vi è ragione alcuna perché non lo debbano essere.

Il Cavallino Bianco, come riportato anche da ansa.it è un simbolo dell’ospitalità italiana per famiglie , luogo d’incontro a 4 stelle per l’elite italiana ed europea, premiato per ben 3 anni di seguito, tra il 2013 e il 2015, come miglior hotel al mondo per famiglie ai Travellers’ Choice Awards di TripAdvisor; il suo esempio quindi è molto più di una semplice goccia nell’oceano, si tratta anzi di una mossa molto coraggiosa, soprattutto considerando che, come riporta lo stesso articolo dell’Ansa, “oltre il 70 per cento delle famiglie ospitate nelle cento stanze del Cavallino Bianco sono italiane, ossia provenienti da un paese che ancora oggi non riconosce per legge i diritti delle famiglie omo-genitoriali, né rende possibile la monogenitorialità.” Per Ralph A. Riffeser, creatore e proprietario del Grand Hotel, è un orgoglio che il suo albergo sia un baluardo della diversità intesa come valore aggiunto e non come un problema insolubile. Egli inoltre si prende personalmente l’impegno di ga-rantire che qualsiasi famiglia, non ha importanza il numero e il sesso dei genitori, abbia la medesima esperienza e i loro figli la stessa attenzione promessa dalla struttura durante l’intero soggiorno.

L’etichetta di “gay-friendly” per alberghi, agriturismi e ristoranti in Italia non è certo una novità, visto che ormai l’omosessualità in sé, nonostante la cultura ostile, sta effettivamente diventando sempre più visibile e accettata come normalità, anche se lo stesso non si può dire per le questioni famigliari, come matrimonio, adozioni, genitori single, omosex e così via. La maggior parte delle famiglie italiane clienti del Cavallino ancora si nasconde, come ammesso dallo stesso albergatore, al con-trario di altre coppie inglesi o tedesche, provenienti da paesi con politiche e società meno o per nulla avverse a nuove forme famigliari. L’esempio di Riffeser, quindi, passato quasi inosservato sui media, dovrebbe considerarsi ben più di un adeguamento alla multiforme società odierna, ma un atteggiamento che, nell’Italia delle Sentinelle in piedi, nella sua semplicità, pare quasi una rivolu-zione.